Chi sono

Alberto Di Janni.

Laurea in Scienze dell’Informazione (Università di Torino)

Baccalaureato in Teologia (Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale – Torino)

Licenza in Teologia Ecumenica (Istituto di Studi Ecumenici Sant’Anselmo – Venezia)

Dottorato in SToria della Teologia (Pontificio Istituto Sant’Anselmo – Roma)

Qui alternerò considerazioni teologiche, commenti sui fatti del giorno, poesie serie, epigrammi, aforismi e altre cose varie: tutte politicamente scorrette.

11 thoughts on “Chi sono

  1. Non hai perso tempo a dimostrare su Twitter che sei un paranoico viscido, untuoso e mellifluo, che nasconde sotto una maschera di apparente e falsa pacatezza una mentalità ferocemente reazionaria. Nel convento in cui ti sei trincerato per fuggire dall’umanità e dall’humanitas
    ti comunichi ogni tanto? O per sentirti in grazia di dio ti basta sputare il veleno che hai in corpo e nell’anima?

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  2. Certamente no, spocchioso e arrogante ‘teologo’. So benissimo che per prassi Lei offende in pubblico e poi scappa a gambe levate, avendo cura di bloccare gli account delle Sue vittime, per non essere preso a schiaffi dalle loro repliche.

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  3. Pubblica anche quest’altro, se ti pare, pagliaccio intonacato, più che in tonaca. Peccato che tu abbia trovato un interlocutore che, da signore qual è (sì, sì, pagliaccio, già so cosa mi obietterai; è vero io, invece, non lo sono) non ha ritenuto di perder tempo a confutare la tua criminale iperbolica balla.

    n risposta a
    @Spicci3
    e
    @aboubakar_soum
    Che sia un business non ne dubito: per le Coop bianche e rosse.
    Come pensa che si possano gestire milioni di immigrati in un paese che soffre già di disoccupazione?
    5:19 PM · 26 set 2019·Twitter Web App

    Pagliaccio ottuso, sai quanti sono davvero gli immigrati in Italia o consideri sempre tali – dunque intrusi – gli stranieri da anni, grazie al lavoro che svolgono, integrati in Italia e i loro figli? Non ti si arroventa la lingua blasfema che ti ritrovi, quando prendi l’ostia?

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    1. Poveretto.
      Viene qui a citare dei miei tweet (e di questo devo ringraziarlo) per rispondere con frasi insulse, ovviamente condite da insulti.
      E pretende di sapere chi io sia, a partire dalla sua certezza che io abbia una tonaca.

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      1. E già, buffone! Chissà chi è colui che segnalò a Twitter il “troll” che ti “perseguitava” (poverino!). Non sarà stato un vigliacco che a sua volta insultava e offendeva, ma poi, dopo aver cancellato i suoi ‘tweets’ incriminabili, ricorreva ai censori della piattaforma perché gli proteggessero la ritirata? Del resto, se l’offesa è condotta nel modo viscido, untuoso e mellifluo in cui sei specialista, è assai improbabile che i miopi e ottusi controllori del rispetto delle “regole” di Twitter ne colgano l’effettiva portata. Certo, qualche volta anche a te, che sei così accorto, sfugge qualche “idiota”, “mentecatto”, psicopatico” all’indirizzo dei tuoi “persecutori”, ma vuoi che ai tuoi stessi protettori non piaccia piuttosto la raffinatezza della tua perfidia? Quanto, poi, alle ripetute sospensioni di un account, sai bene, buffone, che Twitter impedisce pressoché automaticamente di tornare sulla piattaforma con un nuovo account, dopo la sospensione del primo; dunque è ovvio che tentare di aggirare il dispositivo è di fatto impossibile. Un’ultima precisazione, buffone: so benissimo, per aver letto i dati biografici da te stesso resi pubblici, che non vesti la tonaca; tant’è che ho detto che sei intonacato. Fai un torto alla tua intelligenza – per quanto scarsa essa sia -, se non hai colto l’allusività del participio.

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      2. Ho voluto inserire ancora un commento di questo logorroico, che ha confermato essere la stessa persona che mi perseguitava su twitter con i suoi vaneggiamenti (molto più violenti e scurrili di quelli scritti qui).
        Però questo sarà l’ultimo commento che gli approvo, per rispetto verso chi dovesse leggere.

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  4. Chiudi questa caricatura di ‘blog’, monaco da Decameron pasoliniano; non lo segue nessuno oltre me. Ma io lo seguo per continuare a corbellarti, mettendo a raffronto il mio livello medio e il tuo livello massimo.

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