I Dodici Apostoli dell’Anticristo

Eccovi un estratto del dodicesimo capitolo, sperando che possa invogliare qualcuno a leggere il resto (magari acquistando il libro…).

Capitolo XII

Dove si comprende perché un buon comunista non dovrebbe bere whisky, e tanto meno bourbon

La medesima sera, qualche ora più tardi, ovverosia alla chiusura della sua bettola abituale, Alfio Calzolari si mise in moto per tornare a casa. Casa che distava tre o quattrocento metri ma che, avendo in corpo un litro abbondante di un vinello generoso e qualche grappa d’accompagnamento, richiedeva un tragitto di un buon chilometro, tra zigzagamenti e errori di percorso.

Come il nostro perspicace lettore avrà intuito, Alfio Calzolari era quello che in termini tecnici si suole chiamare ubriacone. Si recava all’osteria, sempre la stessa, che presentava il non trascurabile vantaggio di non osservare alcuna chiusura settimanale, e men che meno periodi di ferie, poco dopo l’apertura mattutina e vi restava fin quando le luci venivano spente e lui gentilmente depositato sul marciapiede antistante, dove talvolta gli capitava di passare l’intera nottata, riavendosi giusto in tempo per essere il primo cliente del nuovo giorno. Quand’era in forma riusciva invece a rialzarsi dal duro giaciglio e a barcollare verso casa. E la sera di cui ci stiamo occupando era per l’appunto una di quelle che lo vedeva in grande spolvero e, cosa assai importante, con ancora un po’ di sete.

Approfittando del tempo necessario al suddetto personaggio per raggiungere la sua modesta abitazione, forniamo al nostro insaziabile lettore qualche dettaglio biografico, anche se i dati più salienti sono già stati elencati. Ormai prossimo alla settantina, quasi completamente calvo e col numero dei denti mancanti che era da poco passato in vantaggio su quello dei presenti, con un alito che era una sapiente mistura di vino, aglio, grappa e tabacco, tutti di pessima qualità, Alfio Calzolari trascinava la sua esistenza vivacchiando di espedienti, il più redditizio dei quali era la tessera comunista. Il partito, difatti, per cercare di porre rimedio alla poco edificante vista di un suo membro ridotto in condizioni così miserabili, gli aveva fatto ottenere una pensione non corrispondente ai contributi non versati, integrata da un assegno per invalidità; e, se qualcuno avesse osato chiedere di che invalidità si trattasse, avrebbe scoperto che era quella dell’assegno.

Aveva ricevuto in dono da madre natura, e meticolosamente coltivato, un carattere insopportabile, che lo rendeva astioso, rancoroso e attaccabrighe. In vita sua aveva amato una sola persona: Stalin. Ovviamente non aveva voluto credere alla notizia della sua morte e, quando la ferale notizia apparve anche sull’organo del partito, si chiuse per alcuni mesi in un assoluto mutismo, fino a che, non parlandone più i giornali, poté controbattere con sicumera: «Visto che non era vero?».

Anche se il Calzolari era ancora ben lungi dalla sua meta, noi, per non annoiare il nostro fin troppo paziente lettore, accorciamo i tempi e lo presentiamo già sulla soglia di casa, dove lo attendeva una piacevole sorpresa: proprio davanti all’uscio qualcuno aveva lasciato una bottiglia di whisky mezza vuota; e il fatto stesso di essere mezza vuota significava, come dedusse prontamente Alfio, che era anche mezza piena, il che rappresentava un toccasana per la sua sete ancora viva. Dobbiamo però dire a suo onore che la prima reazione fu di disgusto per la bevanda capitalista; dopo un’esperta annusata, però, il disgusto diminuì al punto che la bottiglia venne ammessa nell’abitazione per procedere a un esame più accurato. Qui, nuovo moto di rigetto alla scoperta che si trattava addirittura di un americanissimo bourbon; ma l’odore continuava a essere invitante e si passò alla prova sperimentale.

Per meglio procedere alla valutazione posò la bottiglia sul tavolo, afferrò un bicchiere che recava ancora tracce di vino e si lasciò cadere su una vecchia seggiola sgangherata: «In fondo, anche in America ci saranno dei bravi compagni» si disse Alfio «che lavorano con coscienza e fanno buoni prodotti: e non è colpa loro se poi vengono sfruttati dai nemici del popolo, proprio come qui da noi».

Detto fatto, vinti i dubbi in virtù della logica e dell’aroma penetrante, lasciata da parte ogni schizzinosa pruderie, il bicchiere venne vuotato tutto d’un fiato e, siccome il test fu superato con pieno successo, altri ne seguirono.

[…]

Il libro è disponibile per l’acquisto presso l’editore Youcanprint https://www.youcanprint.it/fiction-thriller/i-dodici-apostoli-dellanticristo-9788831675642.html

e presso le principali librerie on-line, tra cui:

Amazon: https://www.amazon.it/dodici-apostoli-dellAnticristo-Alberto-Janni/dp/8831675648/ref=sr_1_3?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=apostoli+anticristo&qid=1591379758&s=books&sr=1-3

Mondadori Store: https://www.mondadoristore.it/dodici-apostoli-Alberto-Di-Janni/eai978883167564/

Libreria universitaria: https://www.libreriauniversitaria.it/dodici-apostoli-anticristo-janni-alberto/libro/9788831675642

Libraccio: https://www.libraccio.it/libro/9788831675642/alberto-di-janni/dodici-apostoli-anticristo.html

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